Archive for the 'comunicazione' Category

il suicidio del made in italy

Saturday, June 21st, 2008

Il tanto discusso declino economico dell’Italia non sembra stia invertendo la rotta, nonostante qualche “buon intertempo” ogni tanto o qualche dato che saltuariamente torna su.
I nostri concorrenti globali, nonostante la crisi, hanno un altro passo e la cosa sorprende perchè nessun altro paese al mondo ha le potenzialità dell’Italia di resistere alla recessione con la sua qualità e unicità, il made in italy.
Per esempio è proprio nei periodi di crisi in cui i beni di lusso e superlusso (in cui noi italiani siamo maestri) trovano nuova spinta (come è accaduto nella prima metà degli anni 2000) e in questo l’euro forte e il caro petrolio - uguali per tutti - non risultano un ostacolo determinante, anzi.
Quello che sta accadendo invece è che stiamo uccidendo noi stessi il made in italy con l’indifferenza, soffocando la qualità. [continua a leggere…]

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Vista boys

Tuesday, June 17th, 2008

Uno degli effetti collaterali più interessanti di quando stacchi per qualche periodo dal mondoblog (attività in cui sono maestro indiscusso) è che tornando ti poni candide domande, che nel flusso quotidiano forse avresti perso.
Ecco, ma i Vista boys?
Intendo quella pletora di comunicatori blogger accorsi su invito RSVP della Microsoft a rimirare il miracolo, per cui molti raccontavano ogni bene di quello che si è rivelato, per stessa ammissione dei dirigenti di Redmond, un fallimento al punto da dover annunciare immediatamente il suo successore Windows 7.
Eppure non era così difficile capirlo, bastava avere aperto un sistema operativo concorrente contemporaneo o semplicemente chiedere a un (amico) esperto, come avrebbe fatto un giornalista qualunque (oddio giornalisti migliori dei blogger, che mi tocca scrivere).
Non mi fate aprire gli ultimi 32.000 feed non letti, qualcuno mi dica: ci sono state rettifiche? pentimenti serali pre-sonno?
Mi ricordo che si parlava tanto di qualità e autorevolezza, a che serve la seconda senza la prima? non è necessario il blog per vedere questo scollamento, basterebbe accendere la tv.
E poi quando i mercati ridono di te la cosa dovrebbe far riflettere di più (ma Cluetrain Manifesto non era un caposaldo?).

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l’effetto jonathan livingstone

Wednesday, July 25th, 2007

Enrico Letta guarda un gabbiano su un portatile.
Enrico Letta commenta video interviste di cittadini in una stanza in cui sente un’eco simile a quella in piazza san pietro.
Enrico letta spia i passeggeri di un traghetto.

Deve essere stato indubbiamente questo il soggetto del video di lancio della candidatura di Enrico Letta alla guida del Partito Democratico.
I politici hanno scoperto le nuove tecnologie e un nuovo modo di dialogare con gli elettori.
Bene, anzi benissimo.
Di Pietro in penombra e con i colori saturati ci ha raccontato come funziona un consiglio dei ministri.
Grande Tonino.
Poi addirittura si spinge a fare una conferenza stampa su Second Life - con un mitico avatar a immagine di Di Pietro, pagherei qualsiasi cifra in Linden Dollar per averlo - in un mondo virtuale in cui non si può stare collegati in più di 100 alla volta nello stesso posto.
E tutti gli altri ci danno dentro con blog e siti ufficiali che in realtà risultano scollegati dalla blogosfera.

Ecco, ma ora che i politici hanno scoperto questi nuovi mirabolanti mezzi tecnologici non sarebbe anche ora di pensare ai contenuti?
No, non è il messaggio politico il vero contenuto - quello se lo possono leggere tutti nei soliti comunicati stampa, sui giornali, tv ecc. - ma tutto ciò che è intorno e che sostiene le parole del candidato, dando persino qualcosa in più.
I consulenti della comunicazione di Letta cosa pensavano di trasmettere mostrandoci una “interminabile” sequenza in cui il candidato si vede di spalle mentre osserva su un portatile il volo di un gabbiano?
A dire la verità a me non ha comunicato granchè se non un lieve senso di imbarazzo, e scommetto che se ci fosse stato qualcuno dietro di me a osservarmi di spalle mentre guardavo su un portatile enrico letta di spalle che guardava su un portatile un gabbiano si sarebbe messo a sghignazzare.
Ma scommetto che non sono il solo.
Al contrario l’immagine di un politico che osserva e commenta la gente comune dietro una “macchina” e uno schermo, come se si trovasse in una inaccessibile (ed eterea, grazie all’eco) stanza dei bottoni restituisce in pieno il distacco della politica dai cittadini che scommetto non è in alcun modo nelle intenzioni di Letta.
Ma che invece come percezione supera anche le sue parole.
E’ un classico elemento base della comunicazione, l’ineliminabile ambiguità che può essere solo arruolata a nostro favore ma mai uccisa.
Concetti base per un comunicatore moderno, a maggior ragione esperto di new media.
Dialogare attraverso nuove modalità è un progresso prezioso ma non basta usare uno strumento bisogna anche saper capire cosa si fa.

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quod erat demonstrandum

Friday, July 20th, 2007

Non mi sorprende poi così tanto che Mario Adinolfi, professione blogger a quanto pare, dopo un giro di walzer ne iMille - il movimento radical geek a sostegno del PD - si candidi alla guida dei Democratici contro Veltroni.
Quantomeno non dovrebbe sorprendere chi osserva il fenomeno blog analiticamente da abbastanza tempo.
Io invece direi che finalmente si fa del sano outing.
Perchè se non ci avete mai fatto caso il meccanismo del blog in italia è sempre stato tutt’altro che innovativo dal punto di vista relazionale e dopo aver assimilato tutti i più stratificati modelli “old” - dalla televisione spazzatura, al marketing multilivello - era inevitabile che mostrasse quello ultimo e definitivo, il modello fossilizzato che da noi oggi move il sol e le altre stelle: quello politico.
Non è un caso che tra i blogger che riescono a farsi notare di più in Italia ci siano persone che sono state vicino alla politica o alla comunicazione.
Tutti quei discorsi in Italia sullo scambio, le relazioni, le reti sociali, l’economia del dono non sono altro, ora è più evidente, meccanismi politici; della nostra cara politica italiana.
Stesso discorso per gli effetti collaterali come l’autoreferenzialità e l’autopromozione a ogni costo.
Non c’è - nè ci sarà - nulla di una Nuova Politica da questo versante se non nuovi veloci strumenti destinati a essere sempre più inflazionati ma privi di contenuti.
Sotto l’iPod, niente.

E si stanno accorgendo di questo anche i più duri e puri del fenomeno blog che dopo libri su libri, eventi di richiamo, programmi tv, trasmissioni radiofoniche, editoriali, consulenze aziendali e business di ogni sorta devono ammettere a malincuore che non esiste la categoria spirituale dei blogger, non è riuscita a formarsi in Italia, non c’è mai stato alcun modello che sia riuscito a incidere eticamente e socialmente; al contrario è stato importato fin da subito ogni sorta di vecchiume.
Così è evidente che da noi non ha senso un candidato dei blogger ma allo stesso modo non si può pensare di vendere un prodotto ai blogger (siano libri, dischi o quant’altro).
La teoria della coda lunga in Italia si infrange sulle mille caste e finisce in un triste individualismo.

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il new york times abbassa il proprio impatto energetico

Friday, February 9th, 2007


Originally uploaded on Flickr by brappy!.

Secondo il suo editore il New York Times (attualmente il quotidiano di riferimento del nostro pianeta) è in una fase di transizione che si concluderà con l’abbandono della carta e la pubblicazione solo online.
La notizia ha destato scalpore tra i giornalisti (nostrani) di lunga data che sembrano voler sottolineare come la tendenza sia causata principalmente dalla crisi economica progressiva del famoso giornale, come a dire che per i quotidiani che riusciranno a limitare le perdite (magari sfruttando le imperfezioni e le false nicchie del sistema economico italiano) la carta potrebbe avere ancora un lungo futuro.
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il fattore D o come imparai ad amare il blog

Monday, January 29th, 2007

I tentativi di aumentare artificiosamente l’attenzione di un blog non contribuiscono ad aumentarne il reale valore, Stefano Epifani ha ragione da vendere (visto il link? che technorati sia con te!).
Eppure molti potrebbero rispondere (e probabilmente lo faranno), cos’è questo valore? cosa fa di un blog un buon blog? e persino, cosa è un blog? (per carità, ancora??)
Eh sì, tutto è relativo… o almeno, lo è dell’avvento della tv commerciale e dei puffi.
Eppure per uscire dal pantano bisognerebbe fare un passo avanti.
Cioè perchè realmente si commercia, ops pardon si scambia, “attenzione”?
Perchè accade così intensamente in Italia?
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Titanic style

Friday, January 26th, 2007

Devo dire la verità, fanno un po’ tenerezza le confessioni religiose (protestanti vari, buddisti ecc.) che oggi protestano perchè si sentono esclusi dalla rutilante tv italiana e (non senza ragioni certamente) fanno un esposto al garante contro la RAI.
E’ come se qualcuno facesse a spintoni per riuscire a salire anche lui sul Titanic.
La gente è altrove: chiedete a Di Pietro.

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di tipo A o di tipo B?

Tuesday, January 23rd, 2007

Bravo Tonino che dopo la vicenda Autostrade-Abertis continua a usare strumenti nuovi ed efficaci per cercare di parlare direttamente a tutti.
Coraggioso e lungimirante, senza troppi formalismi (visto che, parafrasando Beppe Grillo, anche lui è un nostro dipendente e io non mi formalizzo troppo).
Oggi ci propone un “consiglio dei ministri for dummies” da cineteca.

Ora che abbiamo sdoganato anche qui in Italia questo modo di rivolgersi al pubblico, agli elettori, ai cittadini e se ne riconosce in qualche modo l’importanza sarebbe possibile avere un po’ più di professionalità negli aspetti tecnici?
O ci toccherà, anche qui, predicare nel deserto per anni?

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que viva el RomeCamp

Saturday, January 20th, 2007

Molto bello, complimenti a tutti.
Presto cronaca dell’evento e post dettagliato sul mio intervento “progettare il web per la PA nell’era del 2.0″.

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