anatomia della “morte” di Fidel Castro: Twitter è un ecosistema informativo

data: 03/01/2012 | scritto da: | categorie: comunicazione, nuovo giornalismo | 0 commenti »

Che ruolo occupa Twitter (e le sue derivazioni) nel panorama informativo?
Possiamo davvero pensare di usarlo superficialmente come un’agenzia di news in grado di sfornare titoli per i newsticker dei TG?
Il caso dell’ennesima “morte” di Fidel Castro è emblematico.
Dopo l’entusiasmo di un periodo in cui si è dimostrato un modo utile per aggregare, per ricevere informazioni dai regimi con la censura, per dare alcune informazioni dal basso (e dopo la sbornia e l’attenzione dell’ultimo anno) il rischio è che possa essere scambiato per qualcosa che non è, o essere addirittura snaturato.
Twitter non è per sua natura un’agenzia di stampa, né i suoi TT (Trending Topics o Tendenze) possono essere letti come titoli editoriali: se sono lì possono esserci motivi molto diversi.

Proviamo ad analizzare il caso più recente (per casi appena precedenti si può partire da un post di Pierluca Santoro).
Nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2012 si sparge la voce su Twitter che Fidel Castro è morto. continua a leggere…


la rivincita del blog #risorgiblog

data: 02/01/2012 | scritto da: | categorie: comunicazione, nuovo giornalismo | 0 commenti »

È in corso un dibattito in Rete sul (nuovo) ruolo del blog nell’ecosistema online, in particolare italiano.
Lo sta curando da vicino Giovanni Boccia Artieri che mi ha fatto una domanda, per il suo articolo riassuntivo, a proposito del nuovo blog Instant.stilografico e l’idea che c’è dietro.
Ci sarà tempo di parlare dell’idea di Instant, che sta nascendo, ma nel frattempo ne è venuta fuori una riflessione che ri propongo qui, per fissarla meglio.

come vedi la relazione fra il blog personale e
la presenza delle segnalazioni/conversazioni sui social network. E che
modello stai usando tu di integrazione. Dico integrazione non in senso
tecnico ma concettuale perché mi sembra che sia nel design che nel modo
di concepire i post e le sezioni hai sviluppato un’integrazione che è un
bellissimo progetto.

È vero che ciclicamente si parla di “morte del blog” o si fa il punto della situazione sugli strumenti ma io credo che stavolta stiamo entrando in una nuova fase.
La prospettiva non è più uniforme come prima, le informazioni (nel senso più generale possibile) si stanno sgretolando non solo in più strumenti ma in più livelli di percezione.
È vero che il blog non è mai morto, o forse è morto e poi resuscitato, ma è anche vero che il mondo dei blog di 10 anni fa non esiste più.
Da una prospettiva “editoriale” non è più possibile una Teoria del Tutto, in cui il blog aveva un suo posto ben preciso (e un suo ritmo), i Social Media offrono più livelli di percezione e il blog ne esce cambiato. continua a leggere…


la Primavera Araba e i social network (intervista)

data: 07/06/2011 | scritto da: | categorie: comunicazione, nuovo giornalismo | Comments Off

Non mi piace molto l’autopromozione, preferisco cercare di diffondere contenuti, a meno che non porti un contributo di qualche interesse.
Il titolo è quello di un servizio de L’Eco di Bergamo, nella versione cartacea del 20 marzo 2011, con una mia intervista sui movimenti di rivolta arabi e i Social Media.
Mi piace diffonderlo perché è scritto (molto bene) da giornalisti “classici” animati dalla voglia di capire, senza pregiudizi, con lo spirito di cercare di informare davvero i lettori di uno storico quotidiano di carta (i quali come molti lettori italiani, ahimè, spesso non hanno grande esperienza in cultura digitale).
Sembra scontato? Non lo è sempre.
Soprattutto è una delle poche volte in cui mi è capitato che l’intervista rispecchi bene gli argomenti riuscendo a sintetizzare proficuamente la lunga conversazione con Carlo Dignola, da cui spero si possano trarre anche altri contenuti.
Insomma divulgare e informare, in uno spazio limitato, non è un affare da poco.
Buona lettura. continua a leggere…


Pisapia chi legge: un meme politico su Twitter

data: 12/05/2011 | scritto da: | categorie: comunicazione | 1 commento »

Il titolo è un esilarante tweet di @peaceching, uno dei migliaia scattati in un tranquillo pomeriggio pre-elettorale e raccolti sotto l’hashtag #MorattiQuotes su Twitter.
Questo è il meme sui Social Media, la sua forza è quella di deflagrare e contagiare chi legge invitandolo a partecipare.
Oltre 38.341 persone sono state contagiate secondo TweetReach, una punta di 2000 tweet all’ora e un volume di messaggi che ha superato quelli su Berlusconi: continua a leggere…


l’influenza sull’opinione della corretta informazione e i social media: una mappa mentale sul caso Ruby

data: 11/03/2011 | scritto da: | categorie: comunicazione, nuovo giornalismo | Comments Off

Una cosa che mi ha sorpreso e incuriosito del caso Ruby, uno degli argomenti di informazione italiana recenti più discussi, è la quantità di opinioni diverse che capita di sentire a proposito dalla gente.
Non c’è una ricerca scientifica su questo ma dalla strada alla stampa capita di sentire o leggere posizioni molto diverse, molto distanti e molto numerose sul caso.
L’aspetto è interessante perché sulla stampa straniera invece, non solo quella anglofona, la questione appare presentata in maniera molto semplice, seppure grave, basata sui fatti e senza neanche particolare sorpresa visto che capita più spesso di quanto si pensi ai leader occidentali di essere messi sotto inchiesta: dal caso Clinton-Lewinsky, alla più recente inchiesta su Tony Blair, fino al processo che l’ex presidente francese Chirac subirà a giugno per appropriazione indebita.
Ho provato quindi a fare una mappa mentale di tutte le diverse opinioni che capita di sentire in Italia sul caso Ruby, partito dalla telefonata di Berlusconi alla Questura di Milano.
La mappa mentale è uno strumento molto utile per riordinare informazioni caotiche e quindi per gestire la creatività.
Si tratta di una rappresentazione grafica espressiva, gerarchica e radiale delle idee che viaggiano per associazione mentale e permette anche dei salti associativi ulteriori al suo interno.
Può essere usata come evoluzione del brainstorming e, utilizzando associazioni di pensiero, non ha pretesa di scientificità, è soggettiva ma tenta di rappresentare un percorso mentale.
Questa mappa tenta di replicare le associazioni tra tutte le opinioni finora ascoltabili in Italia in luoghi diversi (al bar, sul posto di lavoro, sulla stampa, in tv, su Internet) partendo dal primo fatto rilevante.

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Rischi e opportunità nei Social Media: una presentazione

data: 18/02/2011 | scritto da: | categorie: comunicazione | 1 commento »

Uno dei problemi dello sviluppo del settore Internet in Italia è sempre stato considerato il divario sulla cultura digitale non solo tra consumatori ma anche tra imprenditori e manager.
È quello che posso osservare anche nel mio lavoro, in cui spesso impiego parte del tempo nel cercare di divulgare ai clienti o avvicinarli a tematiche digitali più avanzate.
Ma la situazione si sta evolvendo rapidamente e l’interesse verso Internet e i Social Media sta crescendo enormemente nel nostro Paese da parte di chi fa business: c’è tanta voglia di capirne di più, di approfondire e sperimentare.
Allo stesso tempo crescono anche i timori di mettersi in gioco così repentinamente, di aprirsi troppo, soprattutto da parte di chi ha un patrimonio aziendale maggiore e ben consolidato, di non riuscire a gestire tutto.
Credo che questi timori non vadano minimizzati o attenuati: è giusto avere paura di qualcosa che cambia così in profondità le regole del gioco ma è giusto anche approfondire per cercare di trasformare ragionevolmente la paura e i rischi in una di quelle opportunità che capitano di rado.
Venerdì scorso (11 febbraio) ho svolto una presentazione al Talk-Show in¬†“Sviluppo Manageriale 2011″ presso la LUISS Business School dal titolo “Rischi e opportunità nei Social Media: le crisi, le soluzioni e i trucchi per vincere l’incertezza”, in cui devo anche ringraziare chi ha partecipato per l’interesse e l’attenzione dimostrata fino alle 9 di sera.
Si tratta di una presentazione introduttiva, orientata a chi ha già avuto un primo contatto con gli strumenti più comuni, che parte dalle sensazioni più diffuse, dai casi più conosciuti, invitanti ed eclatanti, mostra i pericoli in agguato e infine cerca di fornire qualche concetto specifico sempre con un certo grado di interattività dal vivo e (si spera) coinvolgimento.


so the revolution was both tweeted and televised: l’attivismo digitale

data: 14/02/2011 | scritto da: | categorie: comunicazione, nuovo giornalismo, polis | 3 commenti »

La presentazione ignite di mercoledì scorso sull’attivismo digitale ha generato diverse discussioni, in particolare sulle critiche al ruolo dei Social Media nei movimenti di insurrezione (soprattutto in riferimento a Malcom Gladwell) che evidentemente vengono considerate una coperta accettabile da molti.
Troppo corta, però.
Neanche due giorni dopo è arrivata la Storia a spostare il discorso un passo avanti: le dimissioni di Mubarak, l’Egitto in festa, l’obiettivo raggiunto dal movimento e probabilmente l’inizio di una nuova fase in medioriente.

A call to all well-educated Egyptians around the world. Come back ASAP to build our nation. #Jan25
@Ghonim
Wael Ghonim

Una breve premessa sul titolo.
“The revolution will not be televised” (la rivoluzione non sarà in televisione) è un famoso brano di Gill Scott-Heron del 1970, considerato uno dei migliori di argomento politico, in cui si onora tra l’altro un attivismo lontano dai mass-media e dalla pubblicità.
Questo titolo suggestivo è stato in seguito riutilizzato molte volte per documentari o libri, non sempre nella stessa accezione politica bensì in quella di “media alternativi” ai mass-media dominanti.
In particolare negli ultimi anni lo si è usato identificando l’alternativa con Internet.
A metà del 2009 si è iniziato a parodiare il titolo, prima durante le rivolte in Moldova e poi con le lunghe e violente manifestazioni in Iran, in:

“The revolution will be tweeted”

Il riferimento quindi è ai Social Media e in particolare Twitter. continua a leggere…


attivismo digitale: una presentazione ignite

data: 10/02/2011 | scritto da: | categorie: comunicazione, nuovo giornalismo, polis, tecnologia | 1 commento »

Dopo aver passato in rassegna negli ultimi mesi le teorie più diverse sul ruolo dei Social Media nei movimenti politici e di ribellione nel mondo, dalla Tunisia all’Egitto, fin dall’Iran passando dalla vicenda dell’attentato a Gabrielle Giffords, che non riguarda un movimento ma ha mostrato meccanismi interessanti nel rapporto tra giornalismo online e tradizionale, era inevitabile iniziare scriverci qualcosa di specifico.
Quella era la mia intenzione ma nel frattempo ho avuto l’occasione di sintetizzare i pensieri e gli appunti, che sto raccogliendo, in una presentazione ignite svoltasi a Roma ieri sera (9 febbraio 2011) alla libreria Bibli.
Una location molto adatta e una serata davvero piacevole con interventi assai interessanti, grazie agli organizzatori!

Ci sarà un video ma intanto ecco le slide dell’intervento:


news in tempo reale dall’Egitto: una lista twitter di attivisti, blogger, giornalisti sul campo (in aumento) #Jan25

data: 05/02/2011 | scritto da: | categorie: comunicazione, nuovo giornalismo | 2 commenti »

A quasi due settimane dall’inzio delle manifestazioni a favore della democrazia in Egitto, successive a quelle che hanno determinato il cambio in Tunisia, è ormai chiaro che il ruolo dei Social Media è di primo piano.
Twitter in particolare sta fungendo anche qui da terreno di raccolta dei fatti e da cassa di risonanza anche per analisi e riflessioni.
Si parla tanto di come utilizzare questi strumenti in un nuovo schema dell’informazione (e se ne parlerà sempre di più) ma forse è arrivato il momento di mostrarne un aspetto pratico.
Qui sotto potete trovare una lista, che si aggiorna in tempo reale, dei tweet provenienti da alcune delle fonti più autorevoli sulla crisi in Egitto, principalmente attivisti, blogger, giornalisti quasi tutti sul campo (molti al Cairo) a raccontare tramite Twitter, velocemente e puntualmente, quello che sta accadendo.
È un insieme di profili (una sessantina finora) che ho filtrato fin dall’inizio della crisi, che continuo ad aggiornare e che mi aiuta a diffondere fatti, generare news, fare analisi.
Naturalmente (ecco uno dei punti importanti del nuovo modello di giornalismo) sono filtrati dal mio punto di vista, secondo le mie esperienze, conoscenze, capacità: non si tratta dell’equivalente dell’agenzia di stampa del 21mo secolo.
Altri potrebbero filtrare in modi diversi e l’unione modulata di tutti questi filtri è essenzialmente informazione.
Ne avremo modo di riparlare presto.
Nel frattempo questa pagina può essere utile a chi si vuole continuare informare o ai giornalisti più curiosi o a chi intende diffondere news.

N.B.: è in inglese, è la lingua comune, sempre più indispensabile in questa nuova era.


10 giorni di rivoluzione egiziana su Twitter

data: 03/02/2011 | scritto da: | categorie: comunicazione, tecnologia | 1 commento »

Il grafico del volume dei tweet a dieci giorni dall’inizio delle manifestazioni in Egitto che si sono trasformate in rivolta e repressione.
Il termine di paragone è “apple”, costantemente popolare su Twitter.
Il picco per il termine “egypt” si è avuto venerdì 28 gennaio verso le 23 con il 2.13% dei tweet mondiali.
L’andamento altalenante è tipico degli eventi in paesi in cui si sta tecnicamente censurando Internet.