Monthly Archives: November 2008

un’introduzione al lifestreaming: dal blog al lifestream

C’era una volta il blog.
Eravamo nell’era 1.0 e nascevano i primi social network.
La gente poteva crearsi con facilità un proprio sito web in cui inserire riflessioni, scritti, prove artistiche e le conversazioni cominciavano ad allargarsi.
Ma soprattutto il blocco minimo di informazione reperibile sul web si iniziava a frammentare.
Si passava dalla lunghezza tipica del documento, dalla pagina web (statica) degli anni passati al singolo post (la pubblicazione di un contenuto su un blog).
Questi nuovi blocchi più piccoli di informazione potevano essere cercati indipendentemente sui motori e addirittura aggregati trasversalmente (tramite un’altra invenzione, i feed RSS) senza perdere la loro identità.
Con l’era del web 2.0 gli utenti, e non i siti, diventano il vero centro dell’attenzione, il valore dei contenuti inizia a spostarsi verso i contenuti aggregati collettivamente e nascono servizi che permettono alla gente di esprimersi in mille punti di vista attraverso qualsiasi formato e format. Continue reading

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quelli che in palestra (men version)


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Quelli che in palestra per spogliarsi occupano tutte le panche.
Quelli che non contenti lasciano le loro borse, scarpe ecc. in giro nello spogliatoio.
Quelli che si portano il cellulare in palestra.
Quelli che interrompono un esercizio per rispondere a un sms.
Quelli che si mettono l’olio/crema idratante dopo la doccia.
Quelli che roteano come i dervisci per infilarsi la giacca.
Quelli che fanno i duri allo specchio.
Quelli che usano un deodorante spray con un essenza intrusiva derivata dal gas nervino, da togliere il fiato.
Quelli che usano il bagnoschiuma alla stessa essenza.
Quelli che tutte le docce sono libere e si devono mettere proprio accanto a te.
Quelli che tutti gli armadietti sono liberi e si devono mettere proprio vicino a te.
Quelli gonfi curatissimi in ogni dettaglio che poi sollevano la stessa tua quantità di pesi che è la prima settimana che sei iscritto.
Quelli che tu stai usando una macchina, c’è il tuo asciugamano , ti giri e li ritrovi a usarla noncuranti “tanto è solo una serie”.
Quelli che si parlano da un lato all’alto dello spogliatoio raccontandosi tutti i cavoli loro.
Quelli che sono davvero negati ma pensano di essere degli atleti di alto livello facendo esercizi improbabili in cui mettono a rischio la propria vita e quella degli astanti.
Quelli che si sono scelti tutto l’abbigliamento in modo da evidenziare i propri pregi e nascondere i difetti.
Quelli che ci vanno in gruppo, fanno gli esercizi in gruppo e chiacchierano in gruppo.
Quelli che esagerano col peso per le braccia, compensano con le spalle e se le rompono.
Quelli che abboccano a qualsiasi trucco alimentare tipo mangiare barrette di gabbiano, succo di provola o solo proteine nelle ore dispari e prima di svegliarsi.
Quelli che si depilano dalla testa ai piedi.
Quelli che usano il phon per asciugarsi i peli del petto (se va bene).
Quelli che devono per forza fare gli amiconi con gli istruttori.
Quelli che si addormentano nell’idromassaggio rischiando di affogare.
Quelli che visto da qui il maschio italiano è messo proprio male…

la tutela degli interessi italiani, a tasso variabile


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ENI cederà la rete di distribuzione gas di Roma detenuta da Italgas alla francese Suez.
In questo modo il monopolista di fatto italiano dell’energia, con concessione statale, che ha già avuto un’annata straordinaria grazie ai prezzi del petrolio, incasserà circa 1 miliardo di euro.
Se ne sentiva gran bisogno.
Chissà se tutto questo surplus di denaro verrà utilizzato, dietro stimolo del governo, per alleviare le bollette degli italiani o per arricchire le tasche dei grandi azionisti e manager.
Voi su cosa scommettereste?

Rimane solo un grosso dubbio: perché quel baraccone di Alitalia non poteva essere venduto a nostre condizioni vantaggiose ad Air France per tutelare gli interessi italiani mentre cedere una ben più importante rete di distribuzione di energia della capitale sempre ai francesi è cosa lecita che non suscita il minimo imbarazzo.