i video-messaggi su internet sono uguali alla TV o permettono la replica?


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Dopo la febbre del video-messaggio di Fini su Internet i giornalisti tradizionali iniziano a porsi delle domande.
Filippo Ceccarelli su Repubblica si chiede se non sia una comunicazione unilaterale, comoda, priva di interruzioni e di repliche.
Associa il video di Fini a quello di Berlusconi nella stessa giornata e paragona il tutto all’inizio della videocrazia nel 1994.
L’aspetto divertente è che lo fa scrivendo da una pagina web in cui la gente (quelli che erano “i lettori”) può interagire, lasciare commenti e consigliare l’articolo ai propri amici su Facebook (già in 261 lo hanno fatto).
Come si coniuga, invece, questa voglia matta di interruzioni e di domande scomode da parte dei giornalisti tradizionali con le interviste in TV che si trasformano in veri e propri comizi solitari e le conferenze stampa che molto spesso finiscono con gli applausi (ripeto: gli applausi) della stampa presente?

Il video ufficiale di Fini su YouTube (quello pubblicato dalla redazione d Libertiamo.it) a poche ore dalla pubblicazione raccoglie già 480 commenti.
Vi immaginate un giornalista che fa 480 domande o osservazioni a un politico? In Italia non si è mai visto.
In realtà il video è stato ripreso e pubblicato da centinaia di siti, ognuno con i loro commenti, dai TG nazionali, dai siti dei quotidiani stranieri con i commenti nelle relative lingue.

Il ruolo del giornalista non è più quello di sacerdote dell’informazione, di mediatore universale con il potere, e chi continua a pensarlo sconterà il prezzo di una sempre minore comprensione della realtà.
L’informazione è sempre più disintermediata e se oggi ci sono cose che le grandi redazioni o i quotidiani fanno in maniera eccellente, e per cui sono insostituibili, e cose che un nuovo tipo di giornalismo fa decisamente meglio, un domani potrebbe non essere più così e potremmo vedere un Presidente della Repubblica per un fatto importante rivolgersi direttamente agli italiani su Internet invece di dettare il proprio pensiero all’ANSA, a giusto venti metri dalla sua sede.
Ma il valore del giornalismo non cambia, cambia il modo in cui lo si fa.

La vera domanda che dovrebbero farsi i giornalisti tradizionali oggi non è se Internet, rispetto alla TV, alla radio e alla carta, migliori la democrazia ma se una sua assenza rispetto ai mass-media che conosciamo non danneggi la libertà di espressione e la formazione dell’opinione pubblica.


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3 thoughts on “i video-messaggi su internet sono uguali alla TV o permettono la replica?

  1. massimo giuliani

    Anch’io ho ripensato a quel video del 1994, con la calza sull’obiettivo, la libreria alle spalle, mi pare le foto dei figli e tutto il resto.
    Secondo me la differenza cruciale è quella fra inviare un video alle redazioni dei tg facendo valere il proprio peso (di imprenditore, di personaggio, di uomo che influenza la politica, di detentore del potere dell’informazione) sulle scelte dei giornalisti, e pubblicare un video sui propri siti facendolo sapere in giro: che poi è quello che facciamo io e te e tutti gli altri quando vogliamo dire qualcosa (affrontando il rischio di dover rispondere ai commenti negativi)!

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