il new york times abbassa il proprio impatto energetico

by Luca Alagna


Originally uploaded on Flickr by brappy!.

Secondo il suo editore il New York Times (attualmente il quotidiano di riferimento del nostro pianeta) è in una fase di transizione che si concluderà con l’abbandono della carta e la pubblicazione solo online.
La notizia ha destato scalpore tra i giornalisti (nostrani) di lunga data che sembrano voler sottolineare come la tendenza sia causata principalmente dalla crisi economica progressiva del famoso giornale, come a dire che per i quotidiani che riusciranno a limitare le perdite (magari sfruttando le imperfezioni e le false nicchie del sistema economico italiano) la carta potrebbe avere ancora un lungo futuro.

Peccato che non notino che Sulzberger parli di internet come prima scelta consapevole (e inevitabile) e non come ripiego.
Ogni giorno possiamo avere conferma di questa tendenza, degli spostamenti degli interessi economici e dei lettori verso l’online.
E in questo settore il NYT attualmente è leader, perchè dovrebbe farsi sfuggire l’occasione?
A ciò aggiungono il romantico rimpianto della carta: è bella, profumata, la puoi sentire sotto le dita, te la puoi portare al mare e (perchè no) ci puoi avvolgere il pesce.
Tutto vero, la carta è splendida, però il business è un’altra cosa.
Senza contare che la tecnologia riuscirà a sopperire sempre più a questi aspetti pratici.
I nuovi giornalisti invece sottolineano come il mestiere, l’informazione, stia cambiando; finalmente, si potrebbe aggiungere.
E’ semplicemente inevitabile ma non è una rivoluzione tecnologica, come pensano molti, bensì una rivoluzione culturale.
Prima o poi l’informazione (quasi come un atto di giustizia) dovrà cedere alle esigenze degli unici veri editori di riferimento: i lettori.
Content is the king? No, readers are the king.

Quello che invece a me interessa sottolineare è l’aspetto energetico.
Quanta energia si utilizza per produrre giornali cartacei?
Tonnellate di carta ogni giorno (se anche fosse tutta riciclata richiederebbe molta energia per essere raccolta e trasformata), inchiostro, trasporto su gomma ecc.
L’edizione domenicale del NYT è celebre per essere voluminosa e pesante.
Per un quotidiano online invece basta solo un po’ di energia elettrica.
Comunicare online è a basso impatto energetico.
I nuovi tipi di lavoro sono anch’essi a basso consumo energetico.
Se, per esempio, ancora più giornalisti non dovranno andare in redazione tutti i giorni ma potranno lavorare da casa (o ovunque) si consumerà meno energia per trasporti, sia pubblici che privati, e per tante altre cose.
Fra non molto le aziende a basso impatto energetico avranno un loro intrinseco valore commerciale, potranno vendere “certificati verdi” ad altri soggetti che per incapacità o tipo di attività saranno costretti ad inquinare.
Le aziende del futuro probabilmente assomiglieranno più a questo che a qualche agglomerato ipertecnologico ed efficiente; avranno più frequentemente una struttura leggera e distribuita invece di una densa e ingombrante: più linux e meno windows.
Chissà, forse anche le singole persone con un lavoro a basso impatto energetico potranno far valere questa loro condizione cedendo certificati verdi ad altri, costretti a prendere la macchina, lo scooter o persino il treno ogni giorno.
Spesso ci si dimentica che internet è anche questo.
Non è solo inevitabile progresso tecnologico, nuove cervellotiche potenzialità e ansia di rimanere al passo con i tempi.
E’ anche una rivoluzione culturale, una possibilità di migliorare la qualità della vita e magari di avere il tempo di fare un giro in più in bicicletta o passare il pomeriggio con i propri figli.

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7 Responses to “il new york times abbassa il proprio impatto energetico”

  1. Mr. Diego Says:

    Anch’io sono a basso consumo energetico: per i miseri compensi che percepisco non contribuisco all’abbattimento delle foreste né al dispendio di energia per l’alimentazione delle rotative della Zecca di Stato… SOB!

  2. ezekiel2517 Says:

    ecco, ci dovrebbero dare un incentivo, altrochè! :)

  3. Mr. Diego Says:

    Ricordati che c’è sempre la professione dell’annusatore di ascelle…

  4. cri Says:

    il lupo…

  5. ezekiel2517 Says:

    ciao! :D

  6. antoniocontent Says:

    al di là del NYT, è stata davvero una piacevolissima sorpresa incontrarti ieri sera nei nuovi studi di Radio Imago - certe volte, per quanto la città sia grande e tenti di fagocitarti, sono le persone a renderla piccola coi loro interessi verticali :-) a

  7. ezekiel2517 Says:

    eheheh ciao antonio :) pensavo la stessa cosa.
    è un piacere!

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