la mia linea editoriale 2010 per i Social Media: i fatti e le opinioni

Ogni tanto si sente la necessità di fare chiarezza sul tipo di interazione che si sta proponendo ai propri amici e lettori e forse l’inizio dell’anno è adatto per essere uno di quei momenti.
La chiamo linea editoriale per dargli sinteticamente un senso ma in realtà si tratta di un promemoria per capire a che punto siamo (sono) arrivati nei social network che uso.
Il mio social network di riferimento è Twitter: su Twitter scorre la vera forza dei Social Media.
Da Twitter partono quasi sempre le conversazioni che si sviluppano tra tutti noi sui due hub¬†di riferimento: Friendfeed (più generalista) e Facebook (più articolato).
A volte alcuni argomenti molto di nicchia vengono trattati singolarmente su una delle due piattaforme.
Questo blog è il contenitore degli articoli più lunghi ed elaborati e una specie di indice.
Ovviamente i social network utilizzati sono molti di più (li vedete qui nella colonna di destra, ordinati come fossero i sensi umani) ma tutti convergono su Twitter.
Morale: se volete trovare (o ritrovare) il mio lifestreaming seguite il mio Twitter.

Propongo due tipi di contenuti: i fatti e le opinioni.
Non voglio essere didascalico né sembrare devoto a una qualche ortodossia giornalistica ma noto qui e là che talvolta alcuni interpretano male il tono, ignorano il background o si approcciano con qualche pregiudizio generando poi inutili discussioni per ricapitolare le puntate precedenti.

I FATTI
Io vi fornisco fatti, farsi una opinione è il vostro compito.
Non ho la Verità Assoluta (ammesso che esista) né attualmente mi pagano per fare questo ma ho una newsroom virtuale sempre aperta e cerco di proporre fatti (anche piccoli) e collegamenti che possano essere interessanti o rilevanti su Internet, Social Media, il nuovo giornalismo e altri argomenti
Spesso rappresentano dei semplici promemoria per me che poi condivido automaticamente e volentieri nella speranza che possano essere utili a qualcun altro.
A volte riporto direttamente una fonte, che può essere oggetto di discussione, altre volte elaboro da più fonti che considero affidabili, perché lo hanno già dimostrato più volte, ma che non riporto (per motivi di sintesi o di sicurezza o altro).
Molte volte quello che cerco di fare è raccontare l’informazione che scorre sui Social Media.
A volte inserisco un¬†forse o un¬†probabilmente il che significa che anche io non ho conferma ufficiale ma che ho molti indizi affidabili e che valeva la pena di inserire l’input nel circuito in cerca di verifica (i Social Media non sono come un’agenzia ANSA, funzionano così).
In ogni caso il tenore della notizia non ha necessariamente qualcosa a che vedere con le mie opinioni.
Se ritrovo una vecchia pubblicità in cui il Dalai Lama fa da testimonial per la Apple affiancata alla notizia che l’azienda di Cupertino accetta di censurare in Cina le app per iPhone che lo riguardano non significa che io sia un attivista anti-Apple o abbia necessariamente una posizione riguardo al Tibet o che pretenda di sapere cosa dovrebbe fare Apple (e se voi lo sapete vi consiglio di inviare subito il cv all’azienda californiana!).
E’ un fatto: possiamo legittimamente discutere se sia vero o meno, possiamo esprimere i nostri sentimenti o riflettere sulle implicazioni ma non partire da pregiudizi.
Così come se racconto degli effetti nefasti e luttuosi del golpe in Honduras non vuol dire che io sia un fan di Zelaya o un seguace di Chavez o un critico di Obama o di Hillary Clinton.
La frase con cui commenterò di più quest’anno forse sarà: atteniamoci ai fatti.

LE OPINIONI
Anche le opinioni hanno un ruolo importante e quando ne faccio uso si legge chiaramente.
Anche questo può sembrare banale da dire ma forse in un paese in cui siamo abituati a vedere opinioni spacciate per notizie (e le notizie rese opinabili) vale la pena specificarlo.
Riporto due tipi di opinioni: da semplice cittadino (o utente o consumatore) e professionali.
Non credo che si possa avere una opinione autorevole e di alto livello su qualsiasi cosa e che una conversazione possa essere costruttiva considerando necessariamente ogni opinione identica all’altra.
Nel primo caso mi esprimo da semplice utente, da uomo della strada che è anche un livello probabilmente interessante da osservare per chi rappresenta gli esperti.
Nel secondo caso faccio affidamento sulla mia esperienza e sulle mie competenze professionali e se a volte sembro un po’ apodittico perdonatemi ma in effetti un motivo c’è; se ne può discutere nel merito, soprattutto con altri colleghi, ma non sarebbe costruttivo confondere opinioni comuni con opinioni professionali nei veloci messaggi online (anche perché in tal caso di solito diventano discussioni lunghissime ed estenuanti e non sempre c’è il tempo).
D’altro canto uno dei miei obiettivi è già cercare di divulgare le mie esperienze, osservare e ascoltare, approfondire, fornire riferimenti quindi a chi mi segue non manca mai modo di avere ulteriori informazioni e di poterne discutere.
Quale è il mio campo? Strategie di comunicazione per Internet e i Social Media (con ampli approfondimenti tecnici, da 15 anni), le recenti esperienze di nuovo giornalismo ma meglio ancora se leggete la pagina about me di questo blog.

Infine ci sono i messaggi più leggeri, di decompressione, di alleggerimento… vabbè diciamolo, di cazzeggio.
Che non debbano essere considerati né fatti né opinioni non c’è bisogno che lo scriva no? :-)
Ecco, spero di non aver spaventato, irritato, offeso (!) nessuno ma credo che ora ci possa essere più chiarezza nell’interazione e nella gestione di tutto questo (almeno per il 2010).
E se sei arrivato a leggere fin qui ti ringrazio, come sempre.


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