Essere amici di Google o essere amici degli utenti? Google, la buona progettazione e le raccomandazioni W3C (prima parte)
by Luca AlagnaUna delle mitologie più comuni negli ultimi tempi tra chi fa web riguarda il rapporto tra Google e gli “standard” del W3C.
Google tiene in considerazione il livello di aderenza alle raccomandazioni del W3C delle pagine che indicizza?
La risposta più immediata non possiamo che trovarla dentro Google stesso.
Provate a cercare “Does Google care about validation?” oppure “validation important Google” e cliccate sul primo risultato.
Si tratta di una pagina che sarebbe arduo definire non già XHTML ma HTML: piena zeppa di errori, tag rimaste aperte o mancanza di marcatori essenziali (HTML, HEAD, BODY) e persino senza alcun DOCTYPE.
Eppure quella pagina è al primo posto per quelle due ricerche (su milioni di risultati) e nei primi su diverse altre.
Si tratta di un esperimento deliberato, che non ha mancato in pochissimi giorni di produrre gli effetti ipotizzati.
Il risultato non dovrebbe sorprendere dal momento che molto spesso le pagine con il PageRank più elevato sono ben lontane dall’essere valide secondo il W3C e che le stesse pagine di Google - ebbene sì - non sono valide!
Come potrebbe essere diversamente?
Perchè mai Google dovrebbe premiare i siti web validi a scapito dei contenuti?
Google ha una natura ingegneristica non normativa o - peggio - etica, il suo scopo è catalogare e classificare i contenuti non di giudicarli per gli aspetti formali.
Sarebbe curioso capire chi mai abbia alimentato questo mito.
Ma tutto ciò non vuol dire che sviluppare siti web secondo i consigli del W3C sia perfettamente inutile.
Persino chi basa il proprio business sul posizionamento e l’indicizzazione sui motori di ricerca può trarne notevoli vantaggi.
Fa parte ormai stabilmente del bagaglio di una buona progettazione sul web, con tecniche e risultati ormai consolidati negli anni e sui quali concordano la maggior parte dei progettisti.
La filosofia di fondo di questa progettazione è l’attenzione massima verso gli utenti/lettori/colleghi, che poi è la stessa che infonde questa era di web 2.0
Questo significa fornire i contenuti in maniera tale da lasciare scegliere agli utenti (entro i vincoli di comunicazione) come fruirne.
Significa rispettare le diversità tecnologiche e le disabilità a prescindere dall’incidenza nelle statistiche (altrimenti cosa parliamo a fare di coda lunga?).
Significa dare all’utente, pur motivato, un’esperienza piacevole e non frustrante che rispetti le aspettative ed eviti la fuga dal sito.
In altre parole significa essere amico degli utenti.
Perchè essere solo amico di Google quando diventando amico degli utenti si può avere tutto?
Una delle peculiarità del PageRank è mettere in relazione ciò che cerchiamo con quello che la gente preferisce (o come dice Google stesso, ciò che la gente “vota”).
Se gli utenti ci preferiranno, perchè siamo amichevoli con loro, anche Google - a parità di altri fattori - ci preferirà.
Google, W3C, usabilità, accessibilità, validazione, user experience
September 1st, 2007 at 8:13 am
torno a trovarti per sapere come va, ed invece trovo solo una lezione WEB
mah… guarderò le foto