si potrebbe andare tutti allo zoo comunale

by ezekiel2517

Buon ultimo mi scappa una riflessione sulla blogger-polemica mensile (con tanto di colpo di scena finale) riguardante il CISCO Aperitivo organizzato da Lele Dainesi per l’ad Stefano Venturi con i “100 blogger italiani più influenti” con ritocco finale ad altri 30 blogger che passavano di lì.
Inevitabili i commenti negativi di alcuni dei poco influenti esclusi a cui gli influenti inclusi rispondono di non vederci nulla di strano (percependo una certa invidia dei primi), finchè qualcuno dà la giusta chiave di lettura: la rete è inclusiva non esclusiva.
Silenzio.
Sipario.

Ma allora tutto questo significa che nella blogopalla non possono esistere altri “eventi” se non adunate stile BarCamp?
Io non credo, la rete stessa è costituita da interessi molto diversi, gruppi, nicchie, è questa la sua forza.
E Lele Dainesi sarà ben in diritto di organizzare eventi con qualunque blogger gli interessi vedere.
Allora cosa infastidisce puntualmente e in maniera così inusuale rispetto agli altri paesi europei e non?
Flash-forward.
Evento privato (e quasi glam) di presentazione del libro di Tommaso Tessarolo sulla Net TV, blogger, personaggi “influenti” di RAI, Mediaset e quant’altro, amici di vecchia data e gente che ha chiesto sul blog di venire all’ultimo momento.
Eppure nessuna polemica in giro, anzi, consensi (ed evento riuscito).
Come mai questa differenza di atteggiamento verso due blogger non così distanti (nella blogosfera) dopotutto?
Forse perchè Tommaso ha trasmesso il tutto in diretta web (facendo a sua volta net tv)?
Solo in parte direi (il che dà un senso più ampio di inclusione: Tommaso ha incluso anche i blogger da casa).
Il punto è che lì non c’è stato alcun giudizio sottointeso sui presenti (influenti vs. non influenti, conosciuti vs. sconosciuti, amici vs. ignoti),
nessuno ha fatto capire: questi sono i blogger italiani (ecco un buon motivo che potrebbe stizzire gli altri n-mila).
Dover fare a tutti i costi classifiche, liste, concorsi e medaglie, pur di una realtà così vasta e disomogenea, questo è molto (no)strano.
Il pericolo di vedere (o vendere?) il proprio intorno blog-relazionale come l’unico (o il principale) è alto, tanto quanto il nostro coinvolgimento.

Qual’è la morale?
E’ sempre la stessa: la comunicazione digitale non è una questione di bit ma di atteggiamenti nuovi (rivoluzionari) verso aspirazioni antiche.

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