12 consigli su Twitter: #5 mettici sempre bio e foto

Spesso le mosse semplici sono anche quelle più efficaci.
Twitter dà la possibilità di inserire una tua breve descrizione (Bio), di massimo 160 caratteri, e un’immagine che ti rappresenti: è importante approfittarne.
Questi sono i primi due elementi che qualcuno noterà quando si imbatterà nel tuo profilo e spesso lo farà distrattamente o velocemente, nel mare magnum di Twitter.

La descrizione è un elemento che non devi sottovalutare.
So bene che la tentazione – anche tra i più esperti – di scrivere (o non scrivere) qualcosa di originale è forte ma devi resistere.
Frasi tipo “è impossibile descrivermi in 160 caratteri” o “blablabla” o “non ho voglia” ecc. sono controproducenti, qualunque sia poi il tuo approccio verso la piattaforma.
E risultano ormai ben poco originali e spiritose.
La descrizione, inoltre, non deve essere un testo burocratico, non lo devi copiare dalla carta di identità, ma dovrebbe rispondere alla domanda: “cosa ci fa @Tizio su Twitter?”.
Così se sei un fioraio ma con la passione dei ristoranti e del buon cibo scrivilo, indica l’argomento.
Questo aiuterà anche gli altri appassionati di food a trovarti perché esistono numerosi servizi di ricerca di profili Twitter da seguire basati esclusivamente sulla bio.
Inoltre cerca di inserire nella descrizione al massimo due parole chiave specifiche del tuo o dei tuoi argomenti di interesse: i motori di ricerca indicizzano le pagine di Twitter (a patto che non siano private) e potresti essere trovato da fuori o comunque classificato più facilmente.
A volte sapersi catalogare e uniformare è una qualità.
Quindi nell’esempio precedente inserisci almeno “food” o “buona cucina” o “ristoranti” (o quello che sai essere più adatto) nella descrizione.
È possibile poi aggiungere alla descrizione un messaggio generale per i tuoi contatti, inerente ai contenuti che pubblichi.
Per es. dopo aver notato alcuni misunderstanding io ho aggiunto: “RT/follow/link is not necessarily endorsement” (“RT/follow/link non comporta automaticamente il sostegno a quei contenuti”).
Ma non trasformare la descrizione in un tweet: per es. non aggiungere un messaggio che esprime tutto l’amore che hai per un cantante o un’attore, lo puoi già fare nei tuoi tweet e in ogni caso sarebbe ridondante.
È altamente consigliabile inserire il link al proprio sito nella relativa sezione del profilo di Twitter, a meno che non sia quello di un social network (come Facebook) chiuso all’esterno o non visibile a tutti.
Anche in questo caso usare Twitter per promuovere la propria pagina su Facebook è, ancor prima che insensato, decisamente controproducente.
Allo stesso modo, e per motivi analoghi, è bene inserire correttamente il luogo da cui scrivi: non cambiarlo per qualche bizzarro meme o per qualche apparente buona causa.
Questo elemento diventa sempre più importante con l’introduzione della geolocalizzazione dei tweet e la ricerca di nuovi follower in base alla posizione geografica permessa da alcuni servizi.
Infine scegli fin dalla descrizione la lingua che vuoi usare o tieni, se vuoi, la porta aperta al mondo scrivendola in inglese.

Proprio per la sua caratteristica di visibilità dall’esterno e di ricchezza di contenuti Twitter sta diventando sempre più l’indirizzo principale per definire l’identità digitale, più del profilo su Facebook.
Un’identità definita non passivamente (per quello che si è) ma attivamente (per quello che si fa o si scrive).
Al punto che Twitter stesso ha previsto una procedura di autenticazione per personaggi pubblici o famosi “verificati” (è quella coccarda con la scritta “verified” che trovate vicino al nome) in modo da evitare false impersonazioni.
È un indirizzo comodo perché breve, significativo e visibile, proprio come un biglietto da visita: cosa metteresti sul tuo biglietto da visita?

L’immagine da inserire è altrettanto importante.
Non c’è niente di più destabilizzante di vedere un profilo con l’anonima immagine standard fornita da Twitter seguirti o dialogare con te.
È un po’ come ricevere quelle lettere con le parole fatte da ritagli di giornale.
Personalmente tendo a scartare profili di questo tipo, a meno che non siano stati creati il giorno prima.
L’immagine dovrebbe essere una tua foto in grado di caratterizzarti bene o collegata all’argomento di cui tratti.
Attenzione però a non mettere la foto tessera del passaporto, potrebbe essere rischioso, più che inadeguato, favorendo chi si esercita nel furto di identità.
C’è anche chi non ama pubblicare foto di sé, in quel caso va bene anche un avatar di fantasia o un’immagine che rappresenti te o ciò di cui vuoi parlare ma sceglila bene perché ti accompagnerà per molto tempo.
Infatti non ti consiglio di cambiare spesso immagine poiché è parte integrante della tua identità digitale e potrebbe confondere molti contatti o chi ti conosce di meno.
Anzi ti consiglio di scegliere un avatar (sia esso foto o di fantasia) da usare indistintamente in tutti i servizi a cui sei iscritto su Internet (social network compresi) in modo da facilitare il collegamento tra loro, per chi ti segue.

E per i brand?
Loro naturalmente non possono fare a meno di inserire il relativo marchio come immagine.
Ma la questione se la presenza di un brand sui Social Media debba essere impersonale (con tutte le acrobazie poi per identificare con chi stai dialogando) o legata a profili personali reali (l’eventualità che siano profili personali finti la scarto fin d’ora come rischiosa) è molto ampia e meriterebbe una riflessione a parte.


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