il gioco delle (baby) pensioni

by ezekiel2517


Originally uploaded on Flickr by Iguana Jo.

Ad ogni allarme sui conti pubblici qualcuno (giornali finanziari o amministratori pubblici) se ne esce con qualche dato allarmante sulle [tag]pensioni[/tag] “baby” che farebbero, tra le altre cose, sballare i conti.
Eppure nessun lavoratore credo abbia minacciato il proprio dirigente superiore per farsi assegnare una pensione baby.
Sono strumenti che lo Stato stesso negli anni ha messo molte volte a disposizione degli enti pubblici.
Nondimeno sperando che la maggiore quantità di lavoratori previsti aderisse!
Perchè se ne lamentano se lo hanno permesso loro stessi?
E poi se sono così “assurde” allora perchè l’hanno fatto?

Vediamo un po’, generalmente per sfoltire l’esercito di [tag]dipendenti pubblici[/tag] e migliorare i conti di breve periodo, accollando tutti i problemi al futuro (cioè adesso, immagino).
Ovviamente per presentarsi meglio di fronte agli elettori.

Ma soprattutto per permettere una bella riorganizzazione delle aziende pubbliche, la ristrutturazione, la trasformazione in public company e possibilmente una bella quotazione in borsa.
Un modo facile e veloce per raggranellare tanti soldi sulla pelle dello Stato e di noi tutti con la scusa dell’efficienza “aziendalistica” vs. inefficienza pubblica, le mitiche PRIVATIZZAZIONI.
Tutto falso, sappiamo oggi, le [tag]privatizzazioni[/tag] sono state un fallimento, tranne per pochi fortunati “opportunisti”, le aziende sono andate malissimo e in ogni caso contro l’interesse della collettività, consumatori e lavoratori.
Al punto che oggi siamo costretti a rifinanziarle abbondamentemente e rivenderle per non farle fallire davvero.
Sembra assurdo vero?
E in futuro certamente si dirà: i conti sono in rosso per colpa delle privatizzazioni.

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