12seconds, il micro videoblogging


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12seconds è forse uno strumento di videoblogging che mancava all’appello tra quelli disponibili per il digital lifestream.
Esprimersi attraverso video è un modo sempre più diffuso e spesso viene preferito alla parola scritta per la sua immediatezza e freschezza.
Che ne direste di poter descrivere un istante della vostra giornata o un vostro pensiero attraverso un micro-post ma, invece che a parole, mediante un breve video?
12seconds è una piattaforma (gratuita) che permette di pubblicare istantaneamente video di 12 secondi.
Esistono ovviamente altri servizi che permettono di pubblicare video su internet, come YouTube, che però – oltre ad avere un limite massimo di durata – richiedono l’upload del video e di conseguenza necessitano di un passaggio intermedio su un computer (se da videocamera o cellulare) o anche di un software di post-produzione (con tutti i possibili problemi di codifica per gli utenti meno esperti) che rendono il processo poco immediato.
Oppure esistono servizi che danno la possibilità di trasmettere in diretta, per un tempo molto lungo, sia esclusivamente da computer, come UStream o Mogulus, sia esclusivamente da mobile, come Qik.
Però i primi si adattano meglio alla realizzazione di una web-tv basata prevalentemente su hardware da tavolo mentre il secondo, più agile, funziona solo da mobile e con software dedicato.
Infine esistono già altri servizi, come Vimeo o Seesmic, che permettono di pubblicare video di ogni durata istantaneamente dal loro sito (oltre all’upload di filmati) ma non da mobile e – oltre a tentare di accentrare troppo la propria comunità – sono ancora troppo impegnativi in termini di attenzione richiesta.

12seconds invece è per i video quello che Twitter è per i blog: il suo punto di forza è una limitazione, 12 secondi per i filmati (così come Twitter con i 140 caratteri).
Questo lo rende poco impegnativo, realmente istantaneo, facile da usare e soprattutto obbliga i suoi utenti ad essere sintetici e significativi.
Un bel vantaggio anche per gli “spettatori” che invece di sorbirsi decine di minuti di noiosi soliloqui possono scorrere velocemente da un “fatto” a un altro.
Eh sì perché il video è sicuramente uno dei media più impegnativi da seguire, richiede tutta la nostra attenzione, non è possibile sottoporlo a una lettura rapida come per lo scritto e non è possibile fruirne mentre si fa altro come con l’audio.
E in situazioni sempre più multitasking questa particolare sintesi diventa una caratteristica molto desiderabile.
Ma il connotato più rilevante di 12seconds – e che secondo me farà la differenza – è la possibilità di pubblicare direttamente anche da cellulare (o smartphone) senza bisogno di alcun software ma con una semplice email con allegato.
E’ un aspetto fondamentale perché non si può immaginare l’evoluzione della comunicazione digitale, il lifestream futuro, senza ubiquità e su questo punto si gioca la sopravvivenza degli strumenti web 2.0 fermi esclusivamente a situazioni da tavolo.

A conferma di questa sua vocazione aperta e complementare ad altri strumenti per il lifestreaming la piattaforma possiede già al suo interno una modalità per pubblicare automaticamente su Twitter i singoli post video.
Ma c’è anche la possibilità di visionare in sequenza tutti i video dell’utente dalla sua home page, una suggestiva vista d’insieme di istanti di vita che è quasi l’emblema di un lifestream.
Ovviamente gli altri utenti registrati possono commentare o anche replicare direttamente con ulteriori post.
La tecnologia si basa (come tante altre piattaforme) sul plugin Adobe Flash quindi con un piccolo trucco è anche possibile realizzare l’upload di un video postprodotto, basta farlo girare su una delle periferiche video riconosciute dal computer (es. una videocamera DV); ma dopo tutto per cose come queste è meglio usare servizi più adatti.
Attualmente la piattaforma è in fase alfa chiusa al pubblico (se volete un invito scrivetemi o richiedete l’ingresso a 12seconds) ma i creatori stanno già cercando di stimolare gli iscritti e le discussioni sperimentando concorsi su diversi temi.
Anche se il gioco è sempre un aspetto molto importante, non credo sia questa la strada principale da seguire: uno strumento del genere solo per videoblogging da tavolo (dall’ufficio o da casa) è davvero sprecato.
Con una connessione mobile economica (di quelle che non permettono streaming, voice over IP o P2P) e un telefono cellulare di fascia medio bassa è possibile inviare un micro video di 12 secondi trovandosi ovunque, persino dentro la calca di un concerto, usando una sola mano e in pochi attimi.
Una tecnologia che definisce nuovi contenuti da esplorare e un modo nuovo di vedere ciò che ci circonda.


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