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	<title>Comments on: il suicidio del made in italy</title>
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	<description>ezekiel's blog volume3</description>
	<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 13:01:49 +0000</pubDate>
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		<title>By: Carolina Ramos</title>
		<link>http://www.stilografico.com/2008/06/21/il-suicidio-del-made-in-italy/#comment-1030</link>
		<dc:creator>Carolina Ramos</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 10:21:55 +0000</pubDate>
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		<description>È proprio nell'era globalizzata che la tipicità e il legame con il territorio trova la sua ragione d'essere, proprio perché ci sono più pubblici interessati alle varietà culturali e territoriali, e proprio perché mai come adesso c'è stata la possibilità per le culture di “intercomunicare” così rapidamente e approfonditamente grazie al cibo . Gli scandali sul "vino adulterato" sono stati ingigantiti, come accade spesso, dai mass media (leggasi L’Espresso in primis), che, pur di vendere e di creare scalpore, sono capaci di darsi la zappa ai piedi da soli. Sì, perché rovinare (o tentare di) un prodotto tipico che si è costruito nell'arco dei secoli per episodi puntuali come questi è da cretini e a lungo andare non giova nessuno. Soprattutto se si fa, guarda caso, nel mese di Vinitaly... Non voglio assolutamente sminuire le scorrettezze che sono state fatte, ma sicuramente c’è molto da imparare da, ad esempio, i francesi per quanto riguarda la comunicazione e il marketing enogastronomici.

Un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È proprio nell&#8217;era globalizzata che la tipicità e il legame con il territorio trova la sua ragione d&#8217;essere, proprio perché ci sono più pubblici interessati alle varietà culturali e territoriali, e proprio perché mai come adesso c&#8217;è stata la possibilità per le culture di “intercomunicare” così rapidamente e approfonditamente grazie al cibo . Gli scandali sul &#8220;vino adulterato&#8221; sono stati ingigantiti, come accade spesso, dai mass media (leggasi L’Espresso in primis), che, pur di vendere e di creare scalpore, sono capaci di darsi la zappa ai piedi da soli. Sì, perché rovinare (o tentare di) un prodotto tipico che si è costruito nell&#8217;arco dei secoli per episodi puntuali come questi è da cretini e a lungo andare non giova nessuno. Soprattutto se si fa, guarda caso, nel mese di Vinitaly&#8230; Non voglio assolutamente sminuire le scorrettezze che sono state fatte, ma sicuramente c’è molto da imparare da, ad esempio, i francesi per quanto riguarda la comunicazione e il marketing enogastronomici.</p>
<p>Un saluto.</p>
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		<title>By: antoniocontent</title>
		<link>http://www.stilografico.com/2008/06/21/il-suicidio-del-made-in-italy/#comment-1024</link>
		<dc:creator>antoniocontent</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2008 10:21:38 +0000</pubDate>
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		<description>ma soprattutto, da noi chi lavora (invece di provare a fare soldi speculando) Ã¨ come chi, negli stati uniti, Ã¨ obeso o fuma: da punire, da emarginare

alla fine il problema Ã¨ tutto lÃ¬: da noi lavorare Ã¨ considerata una cosa di cui vergognarsi, quasi una perdita di tempo

la cosa affascinante Ã¨ che i lavori creativi si stanno spostando tutti nel no-profit, cosÃ¬ che chi fa arte, cinema, spettacolo, letteratura non viene pagato

e il risultato Ã¨ che:

1) i prodotti del lavoro creativo sono inzialmente filtrati dal reddito dell'autore: solo "chi puÃ² permettersi" di essere creativo (perchÃ¨ Ã¨ mantenuto, o ha un lavoro remunerativo ma poco impegnativo, o perchÃ¨ specula affittando l'appartamentino lasciato da papÃ ) viene inesorabilmente assorbito dal vortice dell'arte - e ovviamente, trattandosi di una selezione sulla base del reddito, e non sulla base del talento, il risultato Ã¨ che molto spesso il prodotto Ã¨ ciarpame allo stato puro . ma siccome gli interlocutori sono omologhi dei creatori, il ciarpame non viene riconosciuto come tale. cosÃ¬ Ã¨ tutto un fiorire di associazioni culturali, mostre, eventi a vago sfondo sociale o persino benefico, che ruotano tutti intorno al "ciarpame prodotto da chi ha tempo per raschiare il barile del proprio inesistente talento". Meno male che almeno su internet esistono i filtri per raggiungere facilmente le reali "opere dell'ingegno"... :-)

2) la stragrande maggioranza delle persone, che ovviamente non ha nÃ¨ il tempo nÃ¨ il denaro per potersi dedicare alle attivitÃ  creative dedicano sempre piÃ¹ il restante tempo libero alla fruizione passiva del becerume offerto in modo del tutto fungibile dai mainstream media...ed Ã¨ un peccato perchÃ¨ almeno statisticamente ci sarebbe molto piÃ¹ talento tra di loro rispetto a quelli citati al punto 1)



a</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma soprattutto, da noi chi lavora (invece di provare a fare soldi speculando) Ã¨ come chi, negli stati uniti, Ã¨ obeso o fuma: da punire, da emarginare</p>
<p>alla fine il problema Ã¨ tutto lÃ¬: da noi lavorare Ã¨ considerata una cosa di cui vergognarsi, quasi una perdita di tempo</p>
<p>la cosa affascinante Ã¨ che i lavori creativi si stanno spostando tutti nel no-profit, cosÃ¬ che chi fa arte, cinema, spettacolo, letteratura non viene pagato</p>
<p>e il risultato Ã¨ che:</p>
<p>1) i prodotti del lavoro creativo sono inzialmente filtrati dal reddito dell&#8217;autore: solo &#8220;chi puÃ² permettersi&#8221; di essere creativo (perchÃ¨ Ã¨ mantenuto, o ha un lavoro remunerativo ma poco impegnativo, o perchÃ¨ specula affittando l&#8217;appartamentino lasciato da papÃ ) viene inesorabilmente assorbito dal vortice dell&#8217;arte - e ovviamente, trattandosi di una selezione sulla base del reddito, e non sulla base del talento, il risultato Ã¨ che molto spesso il prodotto Ã¨ ciarpame allo stato puro . ma siccome gli interlocutori sono omologhi dei creatori, il ciarpame non viene riconosciuto come tale. cosÃ¬ Ã¨ tutto un fiorire di associazioni culturali, mostre, eventi a vago sfondo sociale o persino benefico, che ruotano tutti intorno al &#8220;ciarpame prodotto da chi ha tempo per raschiare il barile del proprio inesistente talento&#8221;. Meno male che almeno su internet esistono i filtri per raggiungere facilmente le reali &#8220;opere dell&#8217;ingegno&#8221;&#8230; <img src='http://www.stilografico.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
2) la stragrande maggioranza delle persone, che ovviamente non ha nÃ¨ il tempo nÃ¨ il denaro per potersi dedicare alle attivitÃ  creative dedicano sempre piÃ¹ il restante tempo libero alla fruizione passiva del becerume offerto in modo del tutto fungibile dai mainstream media&#8230;ed Ã¨ un peccato perchÃ¨ almeno statisticamente ci sarebbe molto piÃ¹ talento tra di loro rispetto a quelli citati al punto 1)</p>
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